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AUTORE DI TESTI E IMMAGINI:
MARTINA VERZASCONI BARONCHELLI

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03 marzo 2014

"... E COME FARAI QUANDO... ???"

È da alcuni mesi ormai che non scrivo più articoli sul mio blog. D'altra parte dopo la mia prima visita ed incontro a Werner Freund, (per altro deceduto qualche settimana fa) avevo detto che avrei scritto di meno sul mio blog. Dopo qualche mese la mia famiglia ha accolto un piccolo lupetto... e quindi ho deciso di scrivere ancora meno.
Uno perchè il tempo è veramente ridotto e secondo perchè non mi va di regalare la mia esperienza e i miei insegnamenti con chiunque. Ci sono sono troppe scuole per cani, diceva Werner. Ed aveva ragione, lasciamo che loro facciano il loro lavoro. Io continuo con il mio.
Oggi però voglio spendere qualche parola per mio figlio Gabriel. O meglio l'arrivo di mio figlio all'interno della mia famiglia.

Come potete evincere dal mio sito internet, sono un'allevatrice amatoriale riconosciuta dalla FCI e SKG. Il mio allevamento si compone da due cani. Sono fermamente convinta che chi vuole allevare questa razza non deve avere 15 esemplari, perchè il cecoslovacco è un cane particolare che richiede tempo e pazienza. Non ha bisogno di un box e di tot campionati. In ogni caso non è di questo che voglio parlare in questo articolo.
Sempre più spesso ormai mi si chiede come faccio o come ho fatto a gestire Gabriel e i lupi.
Da sempre con mio marito ci siamo detti che qualora avessimo avuto dei figli, sarebbero cresciuti con i nostri cani. Loro non ne avrebbero dovuto risentire di un eventuale nuovo arrivo. Non volevamo essere come quei genitori paranoici ed isterici che quando arriva un figlio rinchiudono il cane in giardino, e poi quando osa ad alzare la cresta viene soppresso, abbandonato o dato via. Ma come in tutte le cose tra il dire e il fare...
Quando ho scoperto di essere incinta abbiamo deciso che, sempre nel limite del possibile, non saremmo stati noi a cambiare, ma sarebbe stato il bambino ad adeguarsi al nostro stile di vita.
Ma anche qui... un conto è dirlo, un conto è poi farlo. Io avevo mille dubbi e perplessità. E se poi non avessi più amato i lupi come prima? E se non avessi più avuto tempo? E se... e ma... magari... forse...
Chiedevo mille pareri in giro, interpellavo le persone che avevano già vissuto quest'esperienza, in cerca di una risposta... ma non mi soddisfava alcuna di queste.
Alla fine non feci nulla di speciale, per nove mesi mi sono rosa di domande e interrogativi e alla fine feci quello che mi veniva naturale.
Gabriel è nato Domenica 10 novembre 2013 alle 20.59. Durante la mia degenza in ospedale ricordo un turbinio di emozioni. Mi mancavano da morire i miei lupi, la mia famiglia, ero felicissima di avere finalmente tra le braccia il mio miracolo, nel contempo ero circondata da gente che mi faceva il 4 grado e voleva sapere come avessi gestito tutto quanto; mettendomi all'erta su tutti i possibili pericoli, raccontandomi storie dell'orrore... "... vedrai... " mi dicevano... "... se non avevamo ragione..."
Devo dire che questo non contribuì particolarmente a farmi affrontare il post-parto. Ma non è nemmeno di questo che voglio scrivere oggi.
In qualche modo, dopo vari tentativi di lavaggio del cervello, arrivai finalmente casa. Ero felicissima, finalmente più nessuno poteva farmi le paranoie.
Gabriel compirà 4 mesi il prossimo 10 marzo, e fino adesso siamo ancora tutti vivi. Gabriel vive con Nyal e Afrika. Le abitudini dei cani non sono cambiate, e se ogni tanto devono aspettare un attimo in più per la passeggiata, questo "sacrificio" viene compensato dal rapporto che si sta instaurando con Gabriel.
Questo è perchè noi abbiamo deciso di comune accordo che Gabriel sarebbe cresciuto con i lupi, e così stiamo cercando di fare. Spesso ci chiediamo se stiamo facendo bene o male. Ogni tanto sorgono dei dubbi in merito alle nostre responsabilità: "ce la faremo?"
Ma poi mi dico: "se non provo non potrò mai saperlo."
Mi piace ribadire che quello che stiamo facendo noi non è la legge, io non conosco la ricetta magica per poter riuscire in questa impresa. Ma noi abbiamo intrapreso questa via, che non deve essere per forza quella giusta, perchè non c'è giusto o sbagliato, ci sono degli ideali e ciò che ci si sente di fare in un preciso momento.
Spesso mio marito ed io veniamo criticati per questo modo di vivere. Ma alla fine guardiamo nostro figlio: Gabriel è sereno, è sano, cresce bene, ma quello che conta è che è un bambino felice!
Il nostro non deve essere un must, ma deve essere una scelta, consapevole e ponderata.
Naturalmente quello che ci siamo accollati è una grandissima responsabilità.
Noi dovremo sempre supervisionare sempre e costantemente la situazione, far si che le regole siano uguali per tutti e che vengano rispettate da tutti. Dovremo essere coerenti (cosa difficilissima). Dovremo insegnare a Gabriel il rispetto per Nyal e Afrika, dovremo insegnarli a non sbraitare come uno straccivendolo o a correre in giro come una trottola impazzita. Dovrà essere ordinato se vorrà ritrovare i suoi giochi il giorno successivo. Dovrà imparare a rispettare i loro spazi, ma soprattutto dovremo insegnarli che i nostri cani, non sono come quelli degli altri. Dovrà imparare che ogni azione porta una conseguenza. Dovrà imparare a rialzarsi dai capitomboli che farà quando comincerà a camminare. Ma questo gli servirà per rialzarsi anche durante il corso della sua vita... quando non ci saranno più mamma e papà a consolarlo. Dovrà imparare a farsi degli amici veri, con delle passioni analoghe alle sue. Perchè nutro dei seri dubbi sul fatto che le mamme lasceranno venire a casa nostra il loro figlio a giocare con Gabriel, sapendo che ci sono Nyal e Afrika in giro, che magari gli ruberanno la merendina o chissà che altro.
I lupi dal canto loro dovranno imparare a rispettare gli spazi e che non è un cucciolo di lupo, che le punizioni verranno impartite da noi e non da loro, perchè sapremo essere coerenti con le regole.
Più vado avanti con questa bellissima esperienza, più cresce in me la convinzione che Gabriel sarà un bambino con una marcia in più, ci saranno momenti di smarrimento e momenti bui, ma sono certa che tutto passerà e tutto si supererà, con la forza di volontà, con la voglia di farlo insieme, come una famiglia.
Tutto questo condito con moltissime altre responsabilità, non sono cose da niente, sarà dura, sarà difficile. Anche noi avevamo paura, abbiamo paura e avremo paura. Anche noi abbiamo sbagliato, sbagliamo e sbaglieremo ancora, ma questo fa parte del gioco. 

Quello che voglio dire con questo articolo è che se si vuole, si può. Cerchiamo solo di non dare false illusioni, di essere sinceri con noi stessi e dirci quello che vogliamo veramente.
Cerchiamo di abolire una volta per tutte quelle belle fotografie del bambino a cavalcioni del cane, con cuoricini e stelline. Smettiamola di dipingere i due estremi: tutto brutto e scenari di morte, disgrazie oppure tutte roselline e cuoricini, tanti bacini e amore. Il rapporto cani e bambini è una cosa stupenda se è voluto dai genitori nelle fasi iniziali e in un secondo tempo da tutte e tre le parti (genitori, cane e bambino), ma soprattutto se supervisionato con criterio e coerenza per entrambe le parti.
Attenzione però, questo articolo non vuole creare illusioni o false speranze. Questo è il mio pensiero ed è una scelta che abbiamo voluto insieme e che portiamo avanti insieme con mio marito e la mia famiglia. Ma prima di fare questa scelta abbiamo valutato e verificato che ci fossero le basi e i presupposti per poter fare questa esperienza. Nel mio caso questi ingredienti c'erano. Gabriel è poco più di un neonato, è un terreno vergine dove seminare insegnamenti, se poi attecchiranno o no questo è un'altro paio di maniche, e i miei cani sono cani da famiglia. Quindi avevamo i presupposti per poter fare questa scelta.
Dobbiamo essere pronti ed imparare ad accettare che ci sono cani, bambini o genitori, che non sono disposti a questi compromessi o a vivere secondo questo stile di vita. In questo caso dobbiamo rispettare l'individuo che abbiamo di fronte e regolarci di conseguenza (che non vuol dire rinchiudere il cane nel box, darlo via o sopprimerlo).
La mia non deve essere per forza la scelta di tutti, e condivisa da tutti; come non deve essere la ricetta per risolvere i problemi che abbiamo con i nostri cani e i nostri figli.
Questa è la mia piccola esperienza che sto vivendo sulla mia pelle ogni giorno, che ho scelto di condividere con voi, ma che non deve diventare vostra.

A voi qualche scatto