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AUTORE DI TESTI E IMMAGINI:
MARTINA VERZASCONI BARONCHELLI

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06 maggio 2014

La Sciüra Lüisa del parco giochi.

In questo articolo vorrei esporre quanto mi è accaduto durante una passeggiata. Ma soprattutto vorrei che sia uno spunto di riflessione per tutti quei genitori che possiedono un cane.

Ieri sono uscita in passeggiata con mio figlio, mia mamma ed il mio cane. La nostra intenzione era di recarci sulla sponda del fiume, per farlo si può attraversare un parco all'interno del quale vi è anche un parco giochi. Il parco è aperto a tutti, animali compresi, se tenuti al guinzaglio naturalmente.
Appena abbiamo superato la transenna del parco mi trovo di fronte un cane di taglia piccola, legato a un flexy lungo 5 metri, dall'altra estremità vi era una bambina di 4-5 anni.
Poco prima due signori con dei cani di grossa taglia avevano evitato il curioso binomio. 
Mi sono guardata veloce attorno e non ho visto nessun adulto, solo le grida dei bambini che giocavano nel parco. La situazione che si stava venendo a creare non era tra le migliori.
Il mio cane aveva visto il cagnolino, quest'ultimo incuriosito ci stava puntando per venire verso di noi, di conseguenza il mio cane si stava preparando a mettere dei paletti.
Vorrei sottolineare, perchè oggi come oggi sono convinta e ne ho la conferma, che il mio cane è intelligente e quindi non è un soggetto attaccabrighe. Conservando ancora alcuni comportamenti del loro parente più vicino: il lupo, è invece molto protettivo nei confronti delle parti più deboli della sua famiglia, in questo caso mio figlio.

Vorrei inoltre aprire una piccola parentesi. A mio avviso, per causa nostra, i cani di piccola taglia hanno totalmente perso il senso del pericolo e i segnali che fanno parte del linguaggio canino di conseguenza sono delle vere e proprie mine vaganti.
Ogni tanto mi soffermo a guardare la nostra meticcia di taglia medio piccola: Sira. Quando incontra altri cani sa valutare la situazione a si adatta di conseguenza. Questo non perchè è un genio o un super cane, ma perchè è cresciuta come un cane e secondo le regole dei miei cani, che grazie al cielo non hanno dimenticato le loro origini.
Ma chiudiamo questa parentesi per ritornare al mio articolo.

Visto che la situazione stava prendendo una brutta piega dissi allora alla bambina di allontanarsi immediatamente con il cane. Lei naturalmente non ha capito, d'altra parte cosa volevo prentedere? Una bambina di 4-5 anni non ha la testa di un'adulto. Ma restava pericolosamente nelle nostre vicinanze, troppo vicino, correndo e giocando, come è giusto che facciano i bambini.
Dopo qualche minuto arriva la persona che aveva in custodia bambina e cane, non so se fosse la mamma o la babysitter, che senza chiedere scusa nè nulla, prende il flexy alla bambina.
Io, visibilmente inalberata, la rimprovero e le dico di non lasciare mai più il cane in mano alla bambina, in quanto se fosse capitato qualcosa avrebbe avuto i rimorsi a vita senza contare i danni che avrebbe potuto causare l'intera situazione che aveva creato con questo gesto sconsiderato.
La signora in questione mi risponde scocciata: “...non è colpa mia se il suo cane è aggressivo…” In definitiva, la gentile Signora voleva avere a tutti i costi ragione non cogliendo il reale pericolo che aveva fatto correre alla bambina, a mio figlio, a sè stessa, a me, a tutti noi.
Se la signora invece di preoccuparsi di andare a finire la chiacchierata con l'amica avesse usato la testa per 5 secondi avrebbe capito immediatamente che il reale problema non era l'aggressività (in questo caso naturalmente era il mio cane ad essere aggressivo, perchè un soggetto di taglia grande, somigliante ad un lupo deve essere per forza di cose cattivo e aggressivo), ma il problema è che quella bambina non sarebbe stata in grado di affrontare le situazione che si stava venendo a creare.

Altro piccolo inciso: stranamente le persone che non sanno richiamare/gestire il proprio animale sono solite a rispondere: “ma ... non fa nulla… vuole solo giocare... è il suo che è aggressivo…” perché il problema è sempre l’aggressività dei cani, il problema sono sempre gli altri. Detto questo, mi fermo perchè comincerei a parlare di RISPETTO e di AGGRESSIVITÀ, aspetti importantissimi ma dei quali non voglio trattare in questo articolo.
In questo caso non si tratta di aggressività, ma si tratta di RESPONSABILITÀ.
Come ho scritto sopra, un bambino non è in grado di far fronte a determinate situazioni che si vengono a creare con un animale, un qualsiasi animale, in questo caso un cane.
Mettiamo il caso che la situazione fosse sfociata in un litigio tra cani (cosa per altro più che pertinente), mettiamo il caso che fosse passato un gatto, oppure nel peggiore delle ipotesi che cane che fosse scappato in strada e avesse causato un incidente, oppure in quel momento fosse passata una  persona che aveva paura dei cani… magari fosse stata pure morsa... cosa avrebbe potuto fare la bambina?
Nulla. Sarebbe successo quello che doveva succedere.
Visto che a noi non piace prevenire ma ci piace commentare a quando i fatti sono già successi... la domanda più importante è: e adesso di chi è la "colpa" o meglio di chi è la RESPONSABILITÀ dell'accaduto?
Del cane?
Del bambino?
Del passante che ha paura dei cani?
Della macchina che andava troppo veloce?
Del gatto che non doveva passare di li?
Del cane che era legato e stava passeggiando con il suo proprietario?

Lungi da me paragonare un animale a un figlio. Ma in queste circostanze un cane è come un figlio!
I figli non basta metterli al mondo, devi seguirli, devi essere presente, devi dedicargli tempo, devi fare attenzione a cosa fanno, dove vanno, chi frequentano, devi rispondere alle loro domande. Se non lo sai fare cercano riposte altrove, cercano conferme altrove, si autogestiscono come loro ritengono giusto!
Poi nessuno è un genitore perfetto, a volte gli incidenti capitano comunque, ma si chiamano incidenti perchè sono delle fatalità e tali devono rimanere.
La cosa che trovo vergognosa in tutto questo è che ci sono dei genitori che vanno al parco giochi, e appena varcata l'entrata del parco "liberano" i loro figli senza curarsi di cosa fanno, perché hanno l'appuntamento con un'altra mamma per parlare del più o del meno. Perchè è sicuramente più importante chiacchierare con le amiche che curarsi di cosa fanno i propri figli. Tanto sono al parco giochi... cosa può succedere? Beh scusate, ma forse per queste persone un figlio è già troppo da gestire, se aggiungiamo anche il cane allora tutto è compiuto.

Quando sopra ho scritto che il cane è come un figlio, intendo dire che cane comporta gli stessi obblighi e doveri che ti richiede un bambino piccolo.
Non basta portarlo fuori slegarlo e mettersi al telefonino o darlo in mano a nostro figlio dicendogli: “dai fallo correre un po’…”.
Il cane non è un giocattolo, è un essere vivente che pensa, riflette e agisce. Se dall’altra parte gli mettiamo qualcuno che non è in grado di rispondere a determinate domande che si pone il cane, come possiamo evitare gli INCIDENTI?
Per questo motivo il cane non va MAI E POI MAI dato in mano a un bambino, un cane non è un giocattolo, entrambi vanno seguiti e tutelati.
Care mamme, babysitter, mamme diurne e chi più ne ha più ne metta, che state leggendo questo mio articolo: cercate di rimandare il salotto e la vostra sigaretta pomeridiana in compagnia delle amiche in momenti più opportuni.
Toglietevi la paglia dal sedere e se avete un cane portatelo fuori a passeggio come si deve e se avete un figlio cercate di seguirlo nel miglior modo possibile. Perchè molte situazioni scomode possono essere evitate se si adempie correttamente ai propri compiti. Se non lo fate non lamentatevi delle conseguenze, perchè a mio avviso non ne avete il diritto, ma potete solo battervi il petto dicendo: "mea culpa".
Qualora vostro figlio insiste per portare lui il cane a passeggio, va benissimo,  ma allora usate due guinzagli, uno lo tenete voi e uno vostro figlio. Ma insegnategli e spiegategli sempre il perchè.
Se vostro figlio vuole andare al parco giochi, ben venga, ma guardate cosa sta facendo, con chi sta giocando. È importante!
Il buon esempio parte dagli adulti, in questo caso dai genitori. E posso garantirvi che è così, perchè lo sto vedendo ora, ogni giorno. Mio figlio ci osserva quando stiamo con i nostri cani, mi osserva quando gli do da mangiare, quando li porto a passeggio, quando li accarezzo e sto con loro. Ci guarda e assimila tutto. Vedo anche come lui si comporta con loro. Naturalmente sbagliamo, ma l'importante è fare tesoro dei propri errori e cercare di non ripeterli e di imparare da essi.
Ma soprattutto non dimentichiamo, e qui mi includo anch'io visto che ho un figlio e dei cani, che abbiamo degli obblighi e la responsabilità di entrambi: figlio e cane. Quindi occhi aperti e sguardo vigile, non siamo perfetti, ma possiamo chiedere scusa, e possiamo evitare che certe situazioni non si ripetano più.

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