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AUTORE DI TESTI E IMMAGINI:
MARTINA VERZASCONI BARONCHELLI

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21 agosto 2014

Ogni azione porta una conseguenza

È qualche tempo che non aggiorno il mio blog, un po' a causa del mio infortunio al ginocchio, d'altra parte il lavoro, il lavoro con i miei cani e la mia famiglia non mi permette più di stare al computer per molto. Sto attendendo il calore della mia Afrika, che dovrebbe arrivare tra poco, sperando che quest'anno la monta vada a buon fine. Comincio a notare dei cambiamenti da parte di Nyal, il quale ormai ha terminato l'effetto della castrazione chimica da un pezzo.

Anche la mia famiglia è cambiata, si è evoluta come un vero e proprio branco. Mio figlio Gabriel sta imparando ora camminare, ed è incuriosito da tutto ciò che lo circonda, cani compresi.
Lo portiamo con noi dappertutto e il suo bagaglio di esperienze si arricchisce giorno per giorno.
Ho notato che per quanto si possa scrivere ed elargire consigli su come comportarsi quando arrivano dei bambini nel branco, oppure come si dovrebbero comportare i bambini, se non lo si vive in prima persona sono e restano solo belle parole.
Non ci sono regole da seguire, perchè come con i cani, i bambini sono degli essere a sè con idee, emozioni, pensieri propri. Potremmo quindi stare a scrivere dei saggi o mille consigli ma sarebbero del tutto inutili.

Ecco le mie riflessioni in questi ultimi mesi:

Gabriel compirà il prossimo 10 settembre 10 mesi, non conosce ancora la paura, e non ragiona come ragioniamo noi adulti.
Spesso si ritrova tra le mani con aria incuriosita ciocche di capelli o ciuffi di pelo.
Qualche giorno fa, mentre giocava con le formine sotto la supervisione mia e di Nyal, in una frazione di secondo prima che riuscissi ad intervenire, ha strappato a Nyal un ciuffo di peli.
La reazione di Nyal è stata immediata: Gabriel si è beccato un bel ringhione da Nyal e un bel "NO", da parte mia.
Mi ha guardata con aria perplessa, gli ho spiegato che faceva male, ma dal momento che non capisce ancora tutto, nel frattempo gli mostravo come accarezzare Nyal. Credo il il messaggio sia passato, in quanto dopo l'accaduto si è limitato a giocare con le sue formine senza mai più ripetere il gesto, nemmeno nei giorni successivi.
Se fosse capitato a qualche altro genitore sicuramente avrebbe allontanato il cane in quanto questa legittima reazione sarebbe stata considerata pericolosa.
Ma quando a me strappa i capelli cosa faccio? Rimango tranquilla senza proferir parola, lasciando che mi strappi le ciocche di capelli, oppure intervengo in qualche modo per farlo smettere?

Non so voi, ma io di certo non mi lascio strappare i capelli senza dire nulla, nemmeno un "Ahi..."
Per i cani è la stessa cosa. La differenza sta però nel temperamento e nel carattere dell'animale.
I miei cani non sono stati svuotati e riempiti di ordini e comandi come dei fantocci, conservano ancora lo spirito e l'essenza del vero cane e del lupo. È vero ho fatto un determinato tipo di lavoro con loro, ma ho sempre cercato di non schiacciare ma soprattutto di rispettare la loro indole.
I cani, ci inviano dei segnali se inibiamo questi segnali snaturando il cane e togliendogli il modo di comunicare come solo un cane farebbe, allora avremo probabilmente, anzi senza probabilmente: avremo delle reazioni improvvise e devastanti.
Anche nell'umano, come qualsiasi specie animali, ci sono soggetti che: sopportano, sopportano, sopportano : finchè arriva quel giorno che non ne possono più; e a quel punto hanno una reazione spropositata. Come si suol dire: non c'è peggior cattivo di un buono quando diventa cattivo.
Per questo è importante reagire o comunque far notare le cose prima, implodere non è mai una cosa sana.
Sono certa che se al posto di Nyal ci fosse stato un'altro tipo di cane, addestrato ed "educato" come diremmo noi oggi, non avrebbe avuto alcuna reazione, avrebbe sopportato rodendosi dentro magari, sono sicura che avrebbe guardato il padrone per sapere cosa fare e come reagire. Ma all'ennesimo ciuffo strappato, la reazione sarebbe stata ben diversa da quella avuta da Nyal, sicuramente con effetti devastanti per Gabriel.
Ricordiamoci la clockface e la zona di punizioni... il volto è tra questi!

È sempre più marcata invece la netta distinzione dei ruoli tra Afrika e Nyal.
Nyal è più paziente, Afrika si stufa in fretta, prende e se ne va, non permette a Gabriel di prendersi troppe libertà, mentre Nyal è più tollerante, quando si esagera interveniamo per la tutela di ambo le parti. Un po' come se Afrika fosse superiore e non si abbassasse a giocare o a lasciarsi stropicciare come fa Nyal.
Afrika indubbiamente è un soggetto che ricopre un rango molto elevato. Nyal invece si occupa attivamente di quello che fa Gabriel. Entrambi il mattino quando ci alziamo corrono in camera sua a salutarlo, o quando rientriamo corrono a vedere dove è e cosa sta facendo. Ma poi i ruoli di distinguono nettamente.

Durante i pasti Gabriel è molto curioso e vorrebbe partecipare, diciamo che vorrebbe infilare le mani nella ciotola per fare qualche "schweinerei", ma dal momento che è nostra abitudine lasciare mangiare i cani in santa pace, a Gabriel offriamo un'alternativa: i cani mentre mangiano si lasciano tranquilli.

Anche quando usciamo in passeggiata le cose sono cambiate molto, prima come qualsiasi cecoslovacco, lasciavano il loro odore, correvano percorrendo anche lunghe distanze dove non li avevamo sempre sott'occhio. Adesso non si allontanano mai di molto, ci curano e seguono ogni nostro movimento.
Sono cambiate le reazioni invece nei confronti di altri cani o di persone, sono più protettivi, e quando qualcuno si avvicina o lo prende in braccio, appena possono cercano di "ripristinare" il suo odore.
Sono severi e intransigenti nei confronti degli altri animali che non sottostanno alle loro regole.

In conclusione: per ora a Gabriel cerchiamo di insegnare il rispetto e di mettergli dei limiti, come andrebbe fatto a tutti i bambini e cose che al giorno d'oggi vediamo sempre meno. A volte è impegnativo, per il momento ha capito che ogni azione porta una conseguenza, che poi sia piacevole o no, su questa ci stiamo lavorando e lo imparerà anche a spese sue nel corso della sua vita.
Al momento oltre a dare il buon esempio; e vi assicuro che è la cosa più difficile, perchè qualsiasi cosa che facciamo, diciamo ecc... lui ci osserva, e ripeterà quello che vede, ci armiamo di santa pazienza e continuiamo a ripetere le cose, sperando che i semi che seminiamo trovino terreno fertile e daranno i loro frutti.


















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