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MARTINA VERZASCONI BARONCHELLI

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14 ottobre 2014

Un'illusione

Dopo aver incontrato Shaun Ellis, dopo essere stata tre volte da Werner Freund e aver discusso con lui... cosa è la mia riflessione in merito a questo articolo?
Oggi leggendo questo articolo mi sono detta: "ma caspita... chissà cosa avrebbe detto Werner, che non era proprio l'ultimo arrivato in materia"
Sono giunta alla conclusione che Werner ci avrebbe mandato a quel paese.
Ci sono troppe scuole per cani diceva Werner, ed è vero!
Abbiamo dimenticato prima ancora di insegnare l'educazione di base al nostro cane è importante creare un legame e un rapporto basato sulla fiducia reciproca.
Ma questo a scuola non te lo insegnano, non possono insegnare ciò che è unico ed inimitabile.
A me sembra che la preoccupazione maggiore di chi acquista un cane oggi in Svizzera sia: "devo addestrarlo..."
Siamo predatori da supermercato diceva Werner, ed è vero, gli svizzeri hanno il fiuto per gli affari e hanno visto il cane come un'importante introito per lucrare, e mi spiace dirlo (soprattutto perchè chi mi conosce sa che sono molto patriottica) ma è così.
Basta pensare alla tassa sui cani, ai corsi, agli esami cantonali, ai corsi OPAn...
La maggior parte dei proprietari di cani è una merda diceva Werner, ed è vero!
Ci sono persone con creanza che acquistano un cane con testa essendo consapevoli di essere responsabili di un essere vivente che pensa, riflette e agisce, e gente che invece se ne frega.

Da quando sono diventata mamma mi sono ritrovata spesso a riflettere sui miei incontri con Werner, su quanto mi ha raccontato; più ci penso e più mi torna in mente quando alla mia domanda sul controllo dei miei cani, lui mi rispose scocciato: "... se non sei in grado, allora accontentati di guardali giocare in giardino..."
Mi ferì molto questa affermazione, io aspettavo una risposta logica o un modo o un atteggiamento da assumere, io ero abituata ad avere una risposta ad ogni perchè. Ci ho messo molto tempo a capire che il controllo di cui parliamo tanto è soltanto una triste e povera illusione che crediamo di avere, quel giorno che lo capiremo vivremo molto meglio.

Ma l'interesse e il guadagno sono sempre al primo posto, pertanto vogliamo illuderci di avere un soldatino sotto controllo, fino a quando le cose non ci scappano di mano e succedono gli incidenti.
Io sono mamma e ho la fortuna di essere la compagna di viaggio di due splendidi esemplari di lupo cecoslovacco che ogni giorno interagiscono con noi, ogni giorno ci insegnano qualcosa, ma soprattutto ogni giorno mi rendono consapevole che: alla natura non possiamo comandare.

Ma come possiamo fare per evitare che capitano gli incidenti?
Nessuno di noi è dotato di poteri paranormali o di una sfera di cristallo.
Pertanto ci restano due alternative: possiamo fare come dice Werner: ci accontentiamo a vederli giocare o scorrazzare in giardino; oppure ci rendiamo consapevoli che non possiamo fare nulla in questo senso.
Possiamo però fare un'altro tipo di lavoro, possiamo innanzitutto creare un legame con il nostro cane, che non vuol dire portarlo a scuola pensando che magari si diverta o che facendogli due coccole si possa creare un legame con il proprio cane. Mi mette una tristezza sfogliare delle riviste per cani e vedere cani che si esibiscono in un sacco di discipline sportive... sono li in attesa di un ordine, sempre, sempre attenti, sempre sul chi vive.
Secondo me il legame non si può nè spiegare a parole nè tantomeno insegnare; credo che sia una sorta di cordone ombelicale molto profondo e soggettivo, basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, lo creiamo trascorrendo con lui del tempo di qualità, coinvolgendolo e trattandolo come un cane.
Ma torniamo a come prevenire determinati comportamenti sgradevoli.
Dobbiamo innanzitutto metterci in testa che il cane non comunica come noi, quindi se gli diciamo: "amore mio, cosa è che hai fatto? Non devi comportarti così, la mamma ti ha detto che non va bene, perchè se no mi crei un sacco di disagi e mi metti nei pasticci".
Il cane non è una persona non capisce un fico secco di quello che gli state dicendo, il cane usa il corpo, la bocca, l'odore, la mimica facciale ecc...
Io credo invece che il segreto in tutto questo sta nel far fare al nostro cane più esperienze possibili, in modo che possa crearsi un bagaglio importante e sappia far fronte in modo corretto alle situazioni impreviste che si possono presentare in futuro.
Fargli fare esperienze non vuol dire prendere un cucciolo di due mesi e metterlo in un parco per cani e poi che si arrangi e mi metto a parlare con il mio vicino di casa del più e del meno. 
Ellis aveva delle teorie molto interessanti in merito, spiegate poi ancora meglio nei libri di Werner (che consiglio a tutti di leggere anche se in tedesco).
Io credo che dando la possibilità al cane di fare esperienze costruttive e libero di comunicare si possa ottenere un soggetto equilibrato che saprà affrontare quelle situazioni in cui noi non possiamo fare nulla, nel modo più giusto.
Dobbiamo avere fiducia nel nostro cane, una volta Katia Verza mi chiese quanto mi fido dei miei cani... esitai a rispondere, e allora compresi che non mi fidavo per niente dei miei cani.
Oggi, ho smesso di competere con loro cercando di comandarli, ma siamo una squadra.
Ho imparato a fidarmi dei miei cani, ma ho imparato che non potrò mai controllarli, loro pensano, riflettono e agiscono indipendentemente da quello che gli dico.
Pensiamo invece al ruolo del lupo alfa nei lupi, un solo soggetto che decide per tutto il branco.
Alla faccia di chi dice che i ruoli e le gerarchie all'interno dei branchi non esistono, invece esistono eccome!!! Peccato che la gente si attiene esclusivamente a quello che legge e basta senza informarsi ulteriormente. Anche i libri non controllano la natura, possono esporre delle teorie ma non delle verità, come diceva Werner.
Mi sono resa conto che per tanto tempo involontariamente ho considerato i miei cani degli idioti, pensavo che facendo molta scuola di potesse avere il controllo, eseguire gli esercizi dei test alla perfezione, senza intoppi... ed è stato così; con un'unico neo: i miei cani hanno imparato a distinguere il campo di lavoro e la vita quotidiana. A scuola, un perfetto soldatino, fuori... una cane con gli attributi che non si vergogna alzare la cresta, o mostrare le sue armi di difesa.
Questo è il controllo che pensavo di aver acquisito. Io sinceramente ho dei seri dubbi sui cani soldato sia a scuola che nella vita quotidiana, i cani che definiamo "sotto controllo" quel giorno che si alzeranno con la zampa sinistra invece che con la destra, quel giorno che il vaso sarà colmo, beh... le conseguenze saranno devastanti.
Ricordiamoci il messaggio di Werner: il controllo è solo un'illusione che l'uomo crede di avere.

Per quanto riguarda al caso citato nell'articolo, mi dispiace molto per il cane in questione in quanto evidentemente ha mancato di fare quelle esperienze che avrebbero secondo me evitato tanti incidenti.
Ma ricordiamoci che siamo noi che decidiamo di prendere un cane, che lo scegliamo e lo portiamo a casa, rendiamoci anche un po' responsabili delle nostre azioni.

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