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MARTINA VERZASCONI BARONCHELLI

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15 dicembre 2015

Chi è senza peccato...

Oggi sono capitata su il seguente articolo (disponibile anche in video cliccando qui) che parla dei metodi utilizzati dal famoso addestratore americano César Millan.
I metodi poco consoni utilizzati da codesta persona per "rieducare" o "riabilitare" i cani non sono una novità, ma nonostante non condivida assolutamente le sue teorie ed i suoi metodi educativi, voglio però spezzare una lancia in suo favore.
César Millan utilizza metodi coercitivi? Si, aggiungerei però che lui, a differenza di tanti altri affermati addestratori o educatori cinofili, non si nasconde e si prende le responsabilità, critiche comprese, del suo operato.
Non voglio discutere della metodologia perché ormai si è già detto tutto. Ma una cosa mi ha stupito: la quantità di gente che, indignata ed inorridita, si è espressa con un: "mai... mai utilizzato e non ci sogneremmo mai di adoperare metodi di tortura simili".
La cosa più preoccupate è che la maggior parte di queste persone sono dei cinofili affermati e basterebbe dare uno sguardo in alcuni campi d'addestramento per rendersi conto che i collarini con le punte, collari elettrici, collari a strozzo o altri metodi ben più umilianti e degradanti per il cane, non sono poi così vetusti per l'educazione di qualche Fido un po' "su di giri".

Ma a volte è più facile far finta di non vedere, o addirittura inorridirsi davanti a codesta impudenza nel mostrare al mondo dei metodi che dovrebbero invece restare ben nascosti tra le recinzioni dei campi d'addestramento.
A tutta questa branca di esperti perbenisti chiedo se, oltre a prodigarsi in frasi fatte o vocaboli astrusi, sarebbero in grado di mostrare sul campo come si educa o recupera un cane con delle problematiche analoghe ad alcuni casi esposti nel servizio.

Comunque basta con le provocazioni, avrò sicuramente già scatenato una vera e propria bufera in rete.
Una volta, quando il cane era ancora libero di essere un cane, non c'era bisogno di educare Fido, perché dormiva fuori, badava al bestiame, mangiava gli avanzi e il suo ruolo era quello del cane. Oggi il cane è paragonato a una persona, con tutti i pro e contro. Quindi se oggi non ci sogneremmo mai di alzare la voce con una persona, guai a farlo con il nostro beniamino. Oggi siamo tutti fanatici del così detto metodo gentile che però quando abbiamo esaurito le carezze e i bocconcini o le gentilezze non sono più compatibili con la tipologia di cane che abbiamo davanti. Allora ci troviamo di fronte ad una bella gatta da pelare. Se poi il Fido in questione è un cane intelligente e con gli attributi, allora le cose ci sfuggono di mano. Facciamo finta di non vedere il problema oppure peggio, diamo la colpa al cane: è troppo stupido, è troppo aggressivo, l'allevatore è un mostro senza etica che mette in circolazione cani aggressivi ed ingestibili. Infine, quando il problema è diventato serio allora, forse, ci decidiamo a correre ai ripari. Senza dire nulla a nessuno andiamo da quelle persone di cui abbiamo parlato male fino al giorno prima, è la nostra ultima spiaggia, chissà che non possano aiutarci a risolvere l'ingombrante problema che ci siamo portati a casa.
Peccato però che non vengano mai menzionati i nominativi di quelle persone che fanno il lavoro sporco, recuperando il possibile o cercando di sistemare il lavoro cominciato e poi abbandonato da altri, perché non sapevano più come andare avanti. Forse sono queste le persone che davvero si meritano di essere chiamati educatori cinofili.

Personalmente, ad oggi, non so quale sia il metodo giusto per educare i cani. Quando i compagni di viaggio dei miei cuccioli mi chiedono qualche consiglio mi baso sulla mia misera esperienza nel mondo del cane lupo cecoslovacco. Con i miei cani ho sempre cercato di seguire il mio istinto e di osservarli per capirli e cercare di agire di conseguenza. Forse non c'è una regola perché ogni cane è a sè. Ma sono convinta che come in tutte le cose forse la soluzione migliore non si trova agli estremi, ma nel mezzo. Non dobbiamo mai dimenticarci che il cane è un cane e come tale vuole essere e fare il cane. In una cosa però credo fermamente: per apprezzare e vivere con un cane occorre accettare i suoi difetti esaltandone i pregi!

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