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AUTORE DI TESTI E IMMAGINI:
MARTINA VERZASCONI BARONCHELLI

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16 ottobre 2018

Facciamo un passo indietro, anzi, no... due passi indietro!

Era tanto tempo che non partecipavo a una giornata didattica da Katia Verza, ma soprattutto erano tantissimi anni che non lavoravo con Nyal.
A dirla tutta non ho mai lavorato con Nyal, in quanto trattandosi di un cane da compagnia mi è sempre bastato avere un cane equilibrato e gestibile, e non avendo Nyal l'attitudine al lavoro ho sempre glissato su questo aspetto. Fortunatamente essendo nato prima che entrasse in vigore la famigerata legge delle 30 razze soggette a restrizione mi sono limitata a fare i corsi OPAn ai tempi obbligatori.

La decisione di partecipare a questa giornata è dovuta a due motivi fondamentali:
1. avevo piacere rivedere Katia e trascorrere del tempo con lei
2. e forse il più importante: avevo bisogno di rimettermi in discussione.

Purtroppo quest'anno sono stata a mio malgrado coinvolta in un episodio che, oltre a un enorme spavento, mi ha lasciato una sorta di strascico di incertezza misto a paura e timore. Il cane lupo cecoslovacco è un cane che percepisce queste sensazioni e ti mette di fronte alle tue debolezze e insicurezze. Purtroppo per me questa sensazione era diventata una sorta di limitazione che mi accompagnava ogni volta che uscivo con i miei cani lupi cecoslovacchi.

Per dissipare questa cappa di "negatività", dovevo fare diversi passi indietro e rimettermi in discussione. Non mi serviva una lezione teorica, o la lettura di un libro. Dovevo vedere con i miei occhi e vivere sulla mia pelle determinate cose. L'unica occasione che mi avrebbe permesso questo era trascorrere una o più giornate con Katia.
Magari non tutto quello che dice Katia è condivisibile, non sempre ci siamo trovate d'accordo su tutto, ma in 10 anni di clc i tre motivi che da sempre contraddistinguono Katia dal marasma di altri educatori cinofili è:
1. la sua sensibilità che la porta a capire perfettamente i cani, anche quelli più impegnativi come il cane lupo cecoslovacco, l'asia centrale ecc..
2. durante le giornate da lei organizzate, i cani hanno anche la possibilità di stare liberi ed interagire tra loro. Questo mi porta al punto 3:
3. la sua capacità di formare e creare i gruppi con i quali lavora e abbinarli tra loro. Questa non è solamente una capacità acquisita nel tempo, ma è soprattutto una dote naturale.

Spesso i corsi o le giornate didattiche ai quali ho preso parte in passato tenuti da vari relatori, si sono sempre incentrati su tanta (troppa) teoria, tante immagini, tanti esempi, e pochissima (se non inesistente) pratica.
Durante questi corsi, inevitabilmente quando viene affrontata una parte pratica, questa è sempre eseguita con i cani in estrema sicurezza. Cosa significa in estrema sicurezza?
Che sostanzialmente non sono liberi di esprimersi e comportarsi come dei cani. Solitamente gli esemplari che vengono scelti per svolgere queste parti pratiche sono animali ai quali è stata tolta completamente la loro essenza di cane. Il risultato è che la pratica svolta in questo modo è a mio avviso fuorviante, soprattutto per dei neofiti.
Infatti spesso e volentieri vediamo:
1. il relatore porta il proprio cane per dimostrare la sua bravura e il lavoro con lui svolto
2. vengono portati dei binomi quale esempio che sono il frutto di un lavoro svolto al fine di modellare un determinato comportamento a proprio piacimento

Mi sembra di sentire già qualche fischio nelle orecchie e delle dita virtuali puntate addosso.
No, non so dicendo di trovarci tutti insieme in un parco recintato e liberare i nostri cani nello stile: "andate e disperdetevi, menatevi e fate rissa come se non ci fosse un domani". Il concetto che vorrei esprimere è: è giusto lavorare con i cani in sicurezza ed evitare inutili incidenti che non portano a nulla. Come è altrettanto importante mostrare non solo il risultato finale, o la bravura con il proprio cane, ma anche quello che ci sta in mezzo, i fallimenti, le sconfitte, i problemi. Perchè altrimenti il messaggio che passa è: tutti i cani sono in grado di fare mantrailing, tutti i cani sono in grado di fare agility, tutti i cani sono in grado di fare IPO, tutti i cani sono in grado di fare coursing. Ma non dimentichiamoci che a volte ci sono cani ai quali piace fare semplicemente i cani.
In alcune circostanze mi sarebbe piaciuto testare la tanto decantata bravura di molti relatori, con uno dei miei cani, giusto per verificarne il risultato finale.

Alla fine tutte queste fantastiche giornate di corsi, aggiornamenti ecc... terminano con dei feedback meravigliosi: bello, molto utile, fantastico ecc... istruttore straordinario.
D'altra parte chi di noi vorrebbe vedere un cane con determinate problematiche, o che comunica in un determinato modo. Potrebbe esserci un fuggi fuggi generale, ne va della reputazione del relatore.
Ma quello che a mio avviso non dobbiamo dimenticare è che non si nasce "imparati", ma si impara con il tempo, dai propri errori, dall'esperienza bella o brutta.

Ritornando alla mia partecipazione alla giornata didattica organizzata da Katia. La mia partecipazione a questi appuntamenti non aveva nessuna delle aspettative citate poc'anzi, io volevo vedere con i miei occhi determinate cose che non avrei mai potuto assistere da nessun'altra parte.

Ho notato un notevole cambio della struttura delle sue lezioni, oltre un ricambio naturale dei clienti. Katia non ha mai portato il suoi cani durante le sue giornate. E qui uno potrebbe dire: che educatore cinofilo è uno che non porta i propri cani? Principalmente per due semplici motivi:
1. non si può prestare attenzione ai clienti o rispondere alle domande dei conduttori se si ha il proprio cane appresso: o guardo cosa fa il mio cane, o ascolto cosa mi stai dicendo e cerco di risponderti
2. Katia non ha bisogno dimostrare agli altri il suo valore, nè tantomeno necessita di un like o del giudizio della gente: "ma che brava!!! Guarda che gestione del cane!!!!"
Katia non ha bisogno di mostrare l'interazione con i suoi cani nel tempo che gli rimane a disposizione questo è per pochi privilegiati. Il valore del suo lavoro lo si vede nel tempo. Purtroppo per lei, purtroppo perchè la gente a volte non capisce questo aspetto,  il lavoro che svolge non viene fatto con il clicker e due pezzetti di würstel. I cani con i quali lavora sono spesso cani con una certa tempra. Il suo è un percorso che dura nel tempo i cui risultati si osservano a distanza di mesi. Perchè a molti forse sfugge che se viene mostrato un clicker a un asia centrale o a un cane lupo cecoslovacco, o a un amstaff, il clicker ve lo trovate infilato là dove non batte il sole: nelle cavità nasali per chi avesse inteso male.

Katia mi ha chiesto espressamente di portare Nyal con me, in quanto sarebbe stato un buon elemento da inserire nel gruppo della giornata.
Oltre a Nyal, cane lupo cecoslovacco maschio intero di 10 anni, erano presenti:
Un pastore dell'asia centrale femmina adulta
- 2 cucciole di cane lupo cecoslovacco femmina di 8 mesi
- un maschio di cane lupo cecoslovacco di 8 mesi
- un maschio di cane lupo cecoslovacco intero di 5 anni

Katia ha spiegato molto bene le dinamiche tra i cani, i segnali da osservare. Dopo avere valutato le interazioni tra loro ha spiegato quali cani che potevano restare vicini senza problemi e quelli ai quali bisognava prestare maggiore attenzione, specificando che nel corso della mattinata probabilmente le dinamiche sarebbero cambiate. Ed infatti così è stato.

Dopo una passeggiata in città, la colazione al bar, le risposte alle domande di rito, giretto tra le bancarelle del mercatino, il tutto senza incidenti, c'è stato un momento di educazione vera e propria. L'argomento toccato durante questa parte pratica era l'attenzione del proprio cane. Avere l'attenzione è un aspetto molto importante per la convivenza quotidiana. A tal proposito vorrei ricordare che: l'attenzione del cane non si chiede, ma si premia!!!!
Poi ci sono stati degli esercizi sul controllo del comportamento del cane, questo sempre al fine di una serena convivenza in mondo diventato ormai caotico dove non c'è più spazio per un'eventuale "errore di valutazione". Un'altro aspetto importante che Katia ha sottolineato è la nostra postura nei confronti del nostro cane, la comunicazione non verbale e il linguaggio del corpo. I nostri cani sono degli specchi, attraverso il loro comportamento vediamo le nostre debolezze rispettivamente i nostri punti di forza.
Infine, ma non per questo meno importante, ciò che Katia ha in più circostanze sottolineato è fare attenzione a ciò che fa il nostro cane, il cane al guinzaglio non deve giocare ma deve essere sotto controllo del suo conduttore. In tutte queste circostanze Katia è stata molto chiara sia nelle consegne che nella spiegazione degli esercizi sino alla scelta di chi doveva sedersi in quale tavolo e accanto a chi.

Dopo il pranzo c'è stato il momento per me più atteso: la passeggiata in campagna, dove avremmo esercitato anche il richiamo con la distrazione degli altri cani, altri odori divertimenti eccetera. Al guinzaglio i cani hanno un'atteggiamento condizionato dal conduttore. Avrei visto Nyal libero con altri cani. Non tutti hanno partecipato, in quanto mettere insieme dei cani adulti in un giorno soltanto è da incoscienti. Mettere insieme dei cani adulti richiede del tempo e del lavoro certosino da svolgere nel corso di mesi.
La solita sensazione di incertezza mi restava in un angolino della mente pronta a fare capolino. Ero consapevole che problema era unicamente mio. La prova l'ho avuta quando al "uno due tre liberiamo i cani tutti insieme" le dinamiche che al guinzaglio sembravano "irrisolte", hanno improvvisamente cambiato la loro importanza e molte si sono risolte da sole. Nyal è stato molto bravo e ha tenuto sotto controllo la situazione. Non che avessi dei dubbi ma la percezione che abbiamo quando leggiamo una cosa è diversa rispetto a quando la viviamo in prima persona.

Al termine della giornata la mia sensazione di paura che mi aveva accompagnato negli ultimi mesi in ogni dove, non si è magicamente dissolta! Ma ha cominciato ad assumere proporzioni più gestibili. Sono conscia che mi ci vorrà del tempo e altre giornate analoghe a questa per affrontare i miei "fantasmi". Ma al termine di questa giornata ho fatto un passo avanti acquisendo più consapevolezza e un po' più di determinazione. La consapevolezza riguarda all'essere in grado di gestire determinati comportamenti ed emozioni. La determinazione delle azioni che svolgo e soprattutto in ciò in cui credo.

La mia decisione di scrivere questo articolo non è finalizzato a pubblicizzare il lavoro di educatore cinofilo che svolge Katia Verza. Anche se non nascondo la mia profonda stima in ciò che lei fa e come lo fa. Ho scritto questo articolo perchè il messaggio che vorrei che passasse e arrivasse a tutti i conduttori e proprietari di cani è quello di non avere paura a fare dei passi indietro, di tornare magari anche agli inizi del nostro percorso. Di non avere timore a seguire dei corsi su come gestire il proprio cane in città o sul rinforzo positivo, o sulla comunicazione del proprio cane. Potranno sembrare delle cose di poco conto, ma la vita quotidiana non la viviamo al campo di addestramento, o in area cani. Informarsi tornare indietro, rivedere determinati concetti non significa essere degli inetti, ma è sinonimo di umiltà, mettersi in discussione e avere voglia di crescere. Perchè se 10 anni fa ho gestito il comportamento del mio cane in un determinato modo, oggi se tornassi indietro la mia reazione o la mia attitudine nella medesima circostanza sarebbe sicuramente diversa, perchè l'esperienza acquisita ci fa crescere e ci fa vedere le cose con altri occhi.

Sicuramente una persona può pensare: ma cosa serve una giornata dove passeggio in città, faccio quattro esercizi, mi siedo al bar faccio due chiacchiere, magari con persone che mi stanno pure sulle palle; ed infine far giocare i cani liberi in campagna? Volendo uno può farlo anche da solo. Volendo mi compro un libro sul rinforzo positivo, sul linguaggio non verbale, sull'attenzione ecc.
Purtroppo oggi siamo abituati ad acquistare dei beni che possiamo toccare, dei beni che ci danno una soddisfazione immediata: un bel vestito, un paio di scarpe. In ambito cinofilo i soldi ben spesi per dei corsi dove ci insegnano una disciplina con il nostro cane. In cui vediamo dei risultati immediati. Purtroppo troppo spesso ci dimentichiamo che ci sono sono degli aspetti, delle conoscenze, dei valori, della nostra vita per i quali ci vuole del tempo per migliorarli o acquisirli. Se ci soffermiamo ad analizzare bene quanto ho appena esposto noteremmo che:
1. quando lavoro con il mio cane io non mi vedo da fuori, ho bisogno di qualcuno che mi osservi e mi faccia le osservazioni o correzioni del caso
2. la possibilità di far interagire dei cani con qualcuno di competente che sa e del quale mi posso fidare: NON HA PREZZO
3. la spiegazione di determinati comportamenti nella vita di tutti i giorni, non me li può spiegare il mio istruttore di IPO
4. gli errori che commettiamo nella vita quotidiana non ce li spiega di certo l'istruttore che ci insegna l'agility.
La vita di tutti i giorni con il nostro cane la viviamo in giro, per le strade, nelle scuole, nei negozi, in campagna, in montagna, in mezzo alla gente, in mezzo ai bambini, in automobile ecc...
Vogliamo avere un cane che sappia mordere il manicotto, che faccia un terra resta perfetto, che mi salti il cerchio o che mi riporti il fresbee, oppure vogliamo avere un cane che sappia gestire lo stress, che sappiamo gestire in qualsiasi circostanza, che torna quando lo chiamo, del quale posso fidarmi, che sappia affrontare determinate situazioni anche in mia assenza?

Detto questo concludo come sempre con degli scatti carini della giornata appena trascorsa.